Contratto A Tempo Determinato
Dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a tre mesi dalla data di scadenza della parte economica del presente contratto, ai dipendenti del comparto sarà corrisposta la relativa indennità, secondo le scadenze previste dall'accordo sul costo del lavoro del 23 luglio 1993 e con le modalità di cui agli artt. In questo modo si potrebbero evitare eventuali comportamenti fraudolenti ed abusivi. Quindi, bisogna continuare a familiarizzare con le attività stagionali, con la sostituzione dei lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto, con l'esecuzione di un'opera predeterminata, straordinaria e occasionale, eccetera.
Come si diceva, questa legge prevedeva ipotesi che, in via esclusiva e tassativa, consentivano l'apposizione del termine; attualmente, le stesse ipotesi possono essere utilizzati come esempi di valide giustificazioni dell'apposizione del termine.
Infatti, in caso di continuazione del rapporto dopo la scadenza, il datore di lavoro deve corrispondere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione, in misura del venti per cento, per ogni giorno di prosecuzione del rapporto fino al decimo; per ogni giorno ulteriore la maggiorazione è fissata nella misura del quaranta per cento. In ogni caso, sono esenti da limiti quantitativi i contratti di durata non superiore a sette mesi, compresa l'eventuale proroga, ovvero non superiore alla maggior durata definita dalla contrattazione collettiva con riferimento a una situazione di difficoltà occupazionale per specifiche aree geografiche. Nel primo caso, la conversione si verifica se il rapporto prosegue oltre il ventesimo giorno dopo la scadenza; nel secondo caso, perchè si verifichi la conversione è necessaria la prosecuzione oltre il trentesimo giorno. CAMPO DI APPLICAZIONE, DURATA, DECORRENZA DEL PRESENTE CONTRATTO (Art. Faranno quindi da fonte e stabiliranno se e quando una situazione ben specificata e delineata possa assurgere a ragione di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo. Oltre a ciò, bisogna preliminarmente verificare se quella ragione sia davvero idonea a giustificare il lavoro a termine.Ovviamente, alla scadenza del periodo concordato, il rapporto si esaurisce automaticamente.
La «liberalizzazione» in questo campo potrebbe costituire un pericolo in quanto moltissime potrebbero essere le situazioni giustificabili come presupposto del contratto a termine. In caso contrario, il rapporto di lavoro deve essere considerato a tempo indeterminato. Come è noto, il contratto in questione consiste, in sostanza, in un rapporto di lavoro a termine nel corso del quale il lavoratore, oltre a prestare la propria attività lavorativa, deve ricevere una formazione professionale da parte del datore di lavoro. In ogni caso, si deve pur sempre riflettere sulla circostanza che la ragione indicata dalla legge vale a giustificare l'apposizione di un termine ad un contratto che, altrimenti, sarebbe a tempo indeterminato. Cassazione ha affermato che, anche dopo l'entrata in vigore della nuova disciplina legislativa, il contratto di lavoro normale è quello a tempo indeterminato, mentre il contratto a termine resta un'ipotesi eccezionale. E' evidente la ragione che ha indotto il legislatore a introdurre un simile divieto. Insomma, una procedura simile a quella contemplata dalla legge per il caso di CIG o di mobilità, consentirebbe al sindacato un reale controllo della regolarità delle assunzioni a termine e, tra l'altro, del rispetto delle percentuali massime di assunzione di cui si è già parlato.Il decreto legislativo assegna ai contratti stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentativi la facoltà di individuare i limiti quantitativi di utilizzo dei contratti a termine.
In secondo luogo, si tratta delle informazioni da rendere alle rappresentanze dei lavoratori in merito al lavoro a tempo determinato nelle aziende.
Se questo intervallo non viene rispettato, il secondo contratto si reputa a tempo indeterminato; se i due rapporti si succedono senza soluzione di continuità, si considera a tempo indeterminato l'intero rapporto, dalla data di stipulazione del primo contratto.
Il presente contratto, alla scadenza, si rinnova tacitamente di anno in anno qualora non ne sia data disdetta da una delle parti con lettera raccomandata, almeno tre mesi prima di ogni singola scadenza. Il personale da sostituire può essere assente sia per ragioni non prevedibili che per ragioni programmate.La proroga è ammessa quando sussistono ragioni oggettive e si riferisce alla stessa attività lavorativa per la quale era stato stipulato il contratto iniziale.
Infatti, in precedenza il termine poteva essere apposto a un contratto di lavoro solo in presenza di determinate ragioni, specificamente e tassativamente indicate dalla legge o dal contratto collettivo.
Tuttavia, anche in questo caso - come si diceva - il lavoratore non avrebbe diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro. La proroga è ammessa una sola volta e a condizione che sia giustificata da ragioni oggettive (che devono essere provate dal datore di lavoro), riferite alla stessa attività lavorativa per la quale era stato stipulato il contratto a termine. La genericità della formula usata dal legislatore, nonché la novità della materia, impediscono di essere più precisi in ordine ai casi in cui concretamente ciò potrà accadere.La legge fissa anche un termine massimo per la prosecuzione oltre la scadenza, termine pari a 20 giorni, se il contratto a termine aveva una durata inferiore a 6 mesi, e a 30 giorni negli altri casi.
Infatti, dal sistema sopra descritto, e che può essere definito chiuso o tipico (giacché - come si è visto - le ipotesi legittimanti la stipulazione del termine erano solo quelle previste tassativamente dalla legge o dal contratto collettivo) si passa a un sistema aperto o atipico.
Come si vede, la modifica è sostanziale, nel senso che - a questo punto - il datore di lavoro ha la facoltà di stipulare i contratti a termine anche al di fuori delle ipotesi precedentemente contemplate dalla normativa, purché ricorra la ragione definita solo genericamente dalla legge. La legge prevede anche ipotesi in cui l'apposizione di un termine è vietata. Nel caso in cui la sostituzione sia avvenuta con contratto di lavoro temporaneo, l'impresa utilizzatrice recupera dalla società di fornitura le somme corrispondenti allo sgravio da questa ottenuto.Tra le due categorie di informazioni contemplate dal legislatore, è evidentemente di particolare importanza quella che si riferisce alle informazioni da rendere alle rappresentanze dei lavoratori.
Ciò evidentemente vuol dire che, in un accordo collettivo, si può disporre che i lavoratori assunti a termine non eccedano una certa percentuale dei lavoratori assunti a tempo indeterminato. Testi e contenuti della presente pagina, ivi comprese le attività di ottimizzazione dei medesimi e testi metatag, title link e alt delle immaggini sono di esclusiva proprietà intellettuale e materiale di Giuseppe Ielo. Per questo motivo, è curioso che il legislatore, da un lato, ponga il divieto e, dall'altro, consenta alle parti sociali di derogarlo. Copia dell'atto scritto deve essere consegnata al lavoratore entro cinque giorni dall'inizio della prestazione.Dove posso consultare il mio contratto collettivo di lavoro? Get the byline - contains details about author and modification date.
Infatti, il datore di lavoro può recedere dal rapporto, anche prima della scadenza del termine, in presenza di una giusta causa. Una copia dell'atto scritto deve essere consegnata al lavoratore entro cinque giorni dall'inizio del rapporto di lavoro. Ciò significa che nessuna norma vieta esplicitamente l'apposizione di un termine superiore a tre anni. Giudici hanno manifestato particolare rigore. Gli effetti giuridici decorrono dal giorno della sottoscrizione, salvo diversa prescrizione del presente contratto. Il legislatore contempla due categorie di informazioni che possono essere oggetto di disciplina contrattuale. CCNL in oggetto (trattamento economico spettante in caso di malattia) può considerarsi decorrente dal 1° gennaio 2002.